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Visualizzazione dei post da marzo, 2026

Ho lasciato il telefono per 30 giorni. Quello che è successo dopo mi ha cambiato la vita — e fa paura.

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  Ho lasciato il telefono per 30 giorni. Quello che è successo dopo mi ha cambiato la vita — e fa paura.   Non è una storia di benessere digitale. È una storia su chi ha costruito quei dispositivi, perché li ha costruiti così, e cosa succede al tuo cervello quando smetti di usarli. I risultati sono inquietanti — nel senso sbagliato. Lo ammetto. Il titolo è clickbait. Ma quello che segue non lo è — e quando avrai finito di leggere, capirai perché ho scelto di usarlo lo stesso. Perché la verità su cosa fanno gli smartphone al nostro cervello, chi l'ha progettato deliberatamente e perché, è una storia talmente assurda che se la raccontassi con un titolo normale non la leggerebbe nessuno. E questa storia merita di essere letta. Il clickbait del distacco digitale Ogni anno escono decine di articoli, libri, podcast e documentari sul "digital detox". Persone che mollano il telefono per una settimana e tornano rinati, sereni, presenti. Storie di illuminazione digitale vend...
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  Il Molise e i treni: una storia di abbandono, promesse e cantieri eterni. La regione con meno collegamenti ferroviari d'Italia. Il capoluogo senza treni da cinque anni. Flotte vecchie di decenni. E lavori che dovevano finire nel 2023 e finiranno forse nel 2028. Benvenuti in Molise — se ci riesci ad arrivare.   C'è una battuta che circola sul Molise da anni: "Il Molise non esiste." Nata come meme ironico sull'invisibilità di questa piccola regione nel dibattito pubblico nazionale, è diventata — nel caso specifico delle ferrovie — qualcosa di tremendamente vicino alla realtà. Perché il Molise, sulla mappa ferroviaria italiana, esiste appena. E quello che esiste, funziona male. I numeri sono impietosi e vengono da fonti ufficiali, non da chiacchiere da bar. I dati: una regione ferroviaria al collasso Il rapporto Pendolaria 2025 di Legambiente — la fotografia annuale più accurata del trasporto ferroviario regionale italiano — certifica quello che i molisani...
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  Come cancellare (o disattivare) un account Instagram: guida completa Vuoi sparire da Instagram per sempre o solo prenderti una pausa? Ecco tutti i metodi, passo per passo, senza sorprese.   Prima di tutto: eliminare o disattivare? Instagram offre due opzioni distinte, con conseguenze molto diverse. Disattivare l'account è una pausa temporanea. Il profilo sparisce dalla piattaforma — nessuno può cercarlo, vederlo, o contattarti — ma tutti i dati, foto, follower e messaggi vengono conservati. Puoi riattivarli in qualsiasi momento semplicemente effettuando di nuovo il login. Eliminare l'account è permanente. Foto, video, storie, follower, messaggi, commenti — tutto sparisce per sempre. Instagram concede 30 giorni di tempo per ripensarci: se effettui il login entro quel periodo, l'account viene ripristinato automaticamente. Dopo i 30 giorni, non c'è più nulla da recuperare. Scegli consapevolmente prima di procedere. Come disattivare l'account Instagram La ...
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Perché dovresti smettere di pagare Office (e usare Google gratis) C’è una cosa che in tanti fanno senza pensarci troppo: continuare a pagare Microsoft Office .   Ogni mese. Ogni anno. Per aprire Word, scrivere due documenti, magari un CV… e fine. E la cosa assurda è che nel frattempo hai già un’alternativa gratuita, pronta, funzionante. Si chiama Google . Ma nessuno te lo dice chiaramente. Apri il browser. Accedi al tuo account. Hai già tutto. Google Docs per scrivere. Google Sheets per i fogli. Google Slides per le presentazioni. Senza installare niente. Senza aggiornare niente. Senza pagare niente. E poi c’è Google Drive . 15 GB gratis. Dentro ci butti tutto: documenti, PDF, file, progetti. Non perdi niente. Non devi mandarti file via email come nel 2010. Non usi chiavette che spariscono nel nulla. È tutto lì. Sempre. E già che ci sei, hai anche Gmail . Che non è “solo un’email”. È il centro di tutto: file, documenti, condivisioni, lavoro. La v...
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  Come creare un blog con Blogger Se stai cercando una soluzione semplice, gratuita e veloce per creare un blog, allora Blogger è sicuramente una delle opzioni migliori da cui partire. Si tratta di una piattaforma messa a disposizione da Google che consente di aprire un blog in pochi minuti, senza dover acquistare hosting o configurare strumenti complicati. Nelle prossime righe ti spiegherò, passo dopo passo, come creare un blog con Blogger e iniziare subito a pubblicare i tuoi contenuti online.   Creare un account e accedere a Blogger Per prima cosa, collegati al sito ufficiale di Blogger e accedi utilizzando il tuo account Google. Se non ne possiedi uno, puoi crearlo gratuitamente in pochi minuti. Una volta effettuato l’accesso, clicca sul pulsante “Crea un blog”. A questo punto partirà la procedura guidata che ti permetterà di configurare il tuo sito. Scegliere il nome e l’indirizzo del blog Durante la configurazione, dovrai scegliere: il nome del blog, ovvero il...
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  Substack: guida completa per iniziare e costruire un pubblico che ti segue davvero. Non è solo una newsletter. È una piattaforma editoriale, un modello di business, una community. Ecco tutto quello che devi sapere per partire bene — e per farti seguire.   Cos'è Substack e perché usarlo Substack è una piattaforma che ti permette di pubblicare una newsletter, un blog, un podcast o contenuti video — tutto in un unico posto, con la possibilità di monetizzare attraverso abbonamenti a pagamento. È gratuita finché non attivi i pagamenti: a quel punto Substack trattiene il 10% delle entrate. Il motivo per cui vale la pena usarla è semplice: i tuoi iscritti sono tuoi. Non sono follower su una piattaforma che può cambiare algoritmo domani. Sono indirizzi email reali, persone che hanno scelto attivamente di seguirti. È una delle poche forme di distribuzione digitale che non dipende da un algoritmo. Come aprire un account e configurarlo Passo 1 — Registrati Vai su...
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  Smetti di nascondere le tue imperfezioni. Sono il tuo punto di forza. Filtri, angolazioni perfette, luci studiate. Passiamo ore a costruire una versione di noi che non esiste. E nel frattempo, la parte più autentica — quella che gli altri riconoscono e amano davvero — sparisce sotto gli strati della finzione.   C'è una scena che si ripete milioni di volte al giorno, in ogni angolo del mondo. Una persona si fotografa. Guarda il risultato. Non le piace. Riprova. Cambia angolazione. Aspetta la luce giusta. Applica un filtro. Ne prova un altro. Ritocca. Schiarisce. Leviga. Alla fine pubblica qualcosa che assomiglia vagamente a lei — ma non è lei. E poi aspetta. I cuori arrivano. I commenti arrivano. "Bellissima." "Stupendo." "Che foto." E per qualche ora si sente vista, apprezzata, desiderabile. Ma vista da chi? Apprezzata per cosa? Qualcuno ha appena applaudito una maschera. La costruzione della versione perfetta I social media hanno trasformato...
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La fila. Il furto di tempo che abbiamo imparato ad accettare.  Dal medico alle poste, dal supermercato all'ufficio pubblico. L'Italia è un Paese in cui aspettare è diventato normale. Ma normale non significa giusto — e qualcuno, su quel tuo tempo sprecato, ci guadagna.   Fai un calcolo veloce. Quante ore della tua vita hai passato in fila nell'ultimo anno? Alla cassa del supermercato, seduto in una sala d'attesa con una rivista del 2019 in mano, in piedi davanti allo sportello delle poste con il numeretto stropicciato tra le dita, al pronto soccorso su una sedia di plastica alle tre di notte, al telefono con il servizio clienti ascoltando musica di sottofondo mentre una voce registrata ti dice che la tua chiamata è importante per loro. Somma tutto. Giorni, forse settimane intere della tua esistenza — irrecuperabili, non rimborsabili, semplicemente evaporate nell'aria condizionata di un ufficio pubblico o nel corridoio di un ospedale. La fila è il tributo silenzi...